Credo che la Rete sia ormai diventata una piattaforma di confronto e d’interazione quotidiana, tale da non poter subire forme di snobismo e sottovalutazione, neanche da parte di chi è chiamato a svolgere le professioni cosiddette tradizionali. Ritengo, tuttavia, che l’opportunità fornita dalle nuove tecnologie non debba snaturare la dimensione professionale e l’essenza stessa del rapporto fiduciario che deve instaurarsi tra l’avvocato ed il proprio assistito. Un rapporto che, per instaurarsi correttamente e proseguire su un piano di trasparente interazione, non può essere affidato ad un eccesso di virtualità. Tanto, a mio giudizio, rischierebbe di inaridirne l’essenza stessa.
Peraltro, l’assistenza professionale che l’avvocato è chiamato a prestare per tutelare al meglio le ragioni del cittadino che a lui si rivolge, passa attraverso la concretezza di un rapporto tutt’altro che virtuale, fatto di fatiche quotidiane e costanti attenzioni, calibrate sempre sulle peculiarità soggettive, che non possono “smaterializzarsi”.
In linea con questa impostazione, ho voluto che il sito fosse un’istantanea e, non eccedendo in autoreferenzialità, si ponesse come un “biglietto da visita” digitale.
Fabio Viglione 2008
